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Cronaca meteo...!

Data: 23/09/2026

Estate 2026: Una stagione di estremi nascosta dietro una finta normalità!

L'analisi dei dati pluviometrici dell'estate 2026 ci restituisce un quadro finale apparentemente rassicurante, ma che nasconde una dinamica fortemente squilibrata. Osservando il grafico cumulativo stagionale, il trimestre chiude (linea blu) a quota 267 mm. superando di misura l'andamento medio del trentennio 1991-2020 (area celeste). Valutando esclusivamente questo dato finale, l'estate appena trascorsa risulterebbe in perfetta media climatologica. Tuttavia, il traguardo pluviometrico è stato garantito quasi interamente da violente fasi di maltempo concentrate agli estremi del trimestre. I primi giorni di giugno hanno riversato accumuli ingenti, con picchi giornalieri molto ravvicinati tra i 17,2 mm e i 31,6 mm. Lo stesso schema si è ripetuto a fine stagione: la netta impennata finale della curva è stata trainata dagli eventi estremi della terza decade di agosto, in particolare dai 46,4 mm registrati il 20 agosto e dai successivi 25,6 mm del 21 agosto. Il dato più allarmante e climaticamente significativo della stagione risiede nel drastico appiattimento della curva progressiva nella sua parte centrale. Come ben evidenziato nel grafico, nella lunghissima finestra temporale che va dall'11 giugno al 19 agosto, le precipitazioni sono state di fatto inesistenti o del tutto ininfluenti. Le rare giornate di pioggia hanno portato accumuli esigui, quasi tutti compresi tra 1,0 mm e 2,4 mm (ad eccezione di due singoli episodi da 7,2 mm e 7,4 mm), volumi destinati a evaporare rapidamente senza recare alcun beneficio al suolo. Il bilancio di questa prolungata fase secca è impietoso: si registra un ammanco idrico di ben 175 mm, che si traduce in un pesantissimo deficit del -64,5% rispetto ai volumi attesi dalla media storica 1991/2020 per lo stesso arco temporale. Oltretutto ad aggravare la situazione anche le 2 pesanti ondate di caldo record arrivate una nella seconda parte di giugno e l'altra nella prima di agosto che assieme alla sostenuta e costante ventilazione secca dai quadranti orientali, hanno ulteriormente contribuito a rendere questo periodo estremamente siccitoso e con grave sofferenza per tutta la vegetazione e non solo. Questi numeri certificano una tendenza climatica locale ormai consolidata: la "normalità" statistica viene salvata solo da precipitazioni a carattere di nubifragio, incapaci di idratare gradualmente il terreno e utili solo a interrompere lunghe ed estenuanti fasi di siccità. Analizzare l'andamento stagionale affidandosi unicamente al cumulato totale è ormai fuorviante; la vera sfida per il nostro territorio risiede nella pessima e sempre più estrema distribuzione temporale delle piogge.

ciao, ciao...

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